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Dating? Tra arte e intrattenimento

Giardinaggio, arte e cavalleria conquistano le app di dating dove divertimento, emozioni e punti in comune sono i nuovi cardini per guadagnare audience e aumentare il traffico fra utenti. In America dove il fenomeno è esploso si guardano i dati: il solo riferimento a una passione come il cibo sul proprio profilo, secondo la società di rilevazioni Dating reviews, aumenta dell’82% il numero di messaggistica (l’80% degli incontri è al ristorante), cifra che sale del 100% se si nominano direttamente ingredienti favoriti.
Non stupisce allora che le piattaforme big o di nicchia stiano rivedendo i codici di comunicazione: al bando riferimenti spicci al sesso per diventare caleidoscopi di hobby, passioni e organizzazione di eventi. Sullo sfondo un mercato immenso: 1.300 miliardi di dollari (oltre mille mld di euro) stimati per il 2017 solo negli Usa (leader in Europa è il Regno Unito seguito dalla Germania). Ma anche un fenomeno sociale in ascesa: un terzo dei matrimoni in America comincia via app o siti; globalmente il 70% degli appuntamenti è online se riguarda persone dello stesso sesso e tra le giovani generazioni (18-24 anni) chi ricorre a questi servizi è triplicato in tre anni (dal 10 al 27%) con il 30% dei millennial che combina via chat il primo incontro.
Per rispondere ai cambiamenti in termini di comunicazione ha fatto appello all’arte la piattaforma OkCupid, di Match Group, colosso di base a Dallas controllato da Iac (Interactive corporation), a cui fanno capo anche Tinder, PlentyOfFish e Match.com per un fatturato 2016 oltre 1,6 miliardi di dollari (1,3 mld di euro a cambi correnti).
Con l’agenzia Wieden + Kennedy New York e il duo creativo di Toilet Paper Maurizio Catellan e Pierpaolo Ferrari OkCupid ha presentato tre giorni fa la campagna multisoggetto (nella foto) dallo slogan «Dating deserves better», un appuntamento merita di più, trasformando l’acronimo spiccio «Dtf», pronti al sesso, in frasi come «pronti al divertimento», «pronti a dimenticare il proprio bagaglio», «pronti per sentirsi favolosi», abbinate a immagini colorate e sdoganando anche la politica nei discorsi fra potenziali partner grazie a uno speciale «Trump Filter» nelle opzioni. «Abbiamo deciso di esplorare davvero quello che è successo alla cavalleria e al corteggiamento perché il dating dei nostri giorni sembrava essere su una brutta strada», ha spiegato il copywriter Ian Hart. «Il nostro slogan vuol dire che le persone meritano di meglio e le emozioni non sono usa e getta, il tutto con un linguaggio artistico».
Lo scorso autunno anche Hinge, altra app per appuntamenti, ha tappezzato New York di cartelloni pubblicitari dallo slogan «Let’s be real», parlando di emozioni in contrapposizione al «Swipe. Match. Chat», scorri, combina e parla di Tinder, leader di settore sempre di Match Group.
In Italia la startup Lorf, costituita come società benefit, ha presentato lo scorso dicembre «Loveorfriends», la nuova app che invita le persone a uscire dal mondo virtuale per incontrarsi in quello reale, magari di fronte a una pizza o a un caffè con i propri amici di Facebook, comunque in un locale senza prenotazioni. Basta scegliere la tipologia di invito («Love or Friends», «Lorf Events» e «1st Lorf Game»), chi invitare fra i propri amici e dove. La app in lingua inglese sfrutta il sistema di geolocalizzazione di Google e può essere utilizzata in qualsiasi parte del mondo. «Vogliamo che le persone rimangano nel mondo virtuale il tempo strettamente necessario per darsi poi un appuntamento con loveorfriends nel mondo reale. Perché è solo incontrandosi di persona che si ha modo di dare consistenza a un rapporto interpersonale», ha spiegato Andrea Buragina, co-founder della startup milanese.
Lorf ha inserito nel proprio oggetto sociale anche l’impegno a sostenere progetti a favore dell’autismo visto che la mancanza di socialità è una delle problematiche legate alla sindrome autistica e ai portatori della sindrome di Asperger. In modo specifico, Lorf ha ideato HomeMate, il progetto di Autonomia Assistita, una app che integra domotica e sistemi di sensori per incrementare il livello di autonomia e migliorare la qualità della vita di persone con autismo.

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